bdsm
Sottomessa al Piacere-L'estetista perversa #3
giorgal73
24.11.2025 |
15.192 |
3
"Un trenino perfetto: i nostri movimenti si fondono in un ritmo sadico e ossessivo; ogni mia spinta si riverbera attraverso Cinzia fino al culo di Michela, un domino di carne bagnata e tremante..."
*** MICHELA ***Daniela si alza lentamente dal pavimento di marmo freddo. Con deliberata lentezza teatrale, affonda l’indice e il medio nella fica pulsante e cremosa di Cinzia. Quando le ritrae, le dita sono lucide di umori trasparenti che brillano come seta liquida sotto la luce ambrata delle candele. Con un’espressione di estasi animalesca, le pupille dilatate, se le porta alla bocca e le succhia con devozione oscena, la lingua che guizza tra le dita per catturare ogni goccia preziosa. Poi, con gesto regale, le porge a Cinzia che, ancora ansimante, le avvolge con labbra avide, ripulendole dal sapore dolciastro di Daniela. Durante tutto questo rituale depravato, lo sguardo felino di Daniela resta fisso su di me, penetrante e sfidante, le sopracciglia leggermente inarcate in una domanda silenziosa e crudele.
«Togliti il vestito,» ordina entrando nello stanzino. Obbedisco con le mani che tremano. La poca stoffa scivola via come un sussurro proibito, accarezzandomi i fianchi febbrili prima di accasciarsi in un mucchio ai miei piedi. Resto nuda sotto la luce ambrata, la pelle d’oca che mi ricopre la carne pallida. Il plug d’acciaio chirurgico da 8 cm sporge dal mio culo come un trofeo osceno, la base circolare che luccica tra le natiche tese. Le calze a rete con reggicalze nero restano l’unico velo di decenza. I capezzoli trafitti dai dilatatori si ergono duri nell’aria fredda; la barretta sul clitoride pulsa visibilmente, la piccola sfera terminale cattura la luce come una goccia di rugiada perversa.
Cinzia si avvicina; i suoi occhi color ambra studiano ogni centimetro del mio corpo tremante come un predatore valuta la preda. Un sorriso crudele le increspa le labbra carnose mentre si rivolge a Daniela, la voce bassa e roca che mi fa rabbrividire fino al midollo: «Oltre che bella, questa troia è anche ubbidiente?» Le sue dita affusolate si posano sul mio capezzolo destro, lo accarezzano con lentezza deliberata, facendomi trattenere il respiro.
«Peccato, il foro è ancora troppo piccolo per infilarci qualcosa di davvero interessante,» mormora, l’alito caldo contro la mia pelle sensibile. Daniela ride – un suono melodioso e terrificante – e risponde con voce melliflua che cola come miele avvelenato: «Tranquilla, ci sta pensando Giorgio. La settimana prossima arriveranno dilatatori più grandi, ma oggi puoi usare il suo culo come preferisci. So quanto ti piace trasformare quei buchetti stretti in caverne accoglienti e affamate.»
Cinzia mi afferra e mi fa girare come una bambola. Con la mano callosa premuta contro la mia colonna vertebrale, mi piega in avanti finché i capezzoli trafitti sfiorano il marmo gelido. L’aria fredda accarezza il mio culo esposto mentre lei si inginocchia sul pavimento lucido. Con un gesto brutale estrae il plug metallico: il bordo più largo strappa un gemito dalle mie labbra secche. Sento il suo sguardo divorare l’orifizio pulsante e arrossato; le sue narici si dilatano a pochi millimetri dalla mia carne, il respiro caldo mi fa rabbrividire.
«Bene, ci posso lavorare,» esclama con voce roca. Si alza con l’agilità di una pantera.
«Non muoverti di un millimetro, torno subito con lo strumento perfetto per questo gioiellino grezzo,» sibila, tagliente, facendomi contrarre involontariamente.
Rimango piegata, le cosce che tremano per lo sforzo, il sudore che cola lungo la schiena arcuata. La vedo tornare impugnando uno strap-on nero e venoso, mostruosamente sproporzionato: lungo quanto il mio avambraccio, con una circonferenza che mi fa spalancare gli occhi terrorizzati. Dalla parte opposta sporge un fallo più corto ma altrettanto minaccioso, decorato con venature in rilievo.
«Ti presento il mio dolce compagno, che amorevolmente chiamo lo spacca-buchi,» sussurra mentre lubrifica meticolosamente la parte più corta con gel trasparente che gocciola sul pavimento. L’altra estremità – quella destinata a me – resta deliberatamente asciutta e ruvida. La cappella gigantesca, violacea e lucida, preme contro il mio ano pulsante e, con una spinta violenta, penetra fino a metà, strappandomi un urlo soffocato. Il dolore mi squarcia come una lama rovente; lacrime salate rigano le mie guance infuocate mentre sento la carne dilatarsi oltre ogni limite.
«Cazzo, il tuo culo da cagna lo vuole tutto! Prendilo fino in fondo, puttana!» ringhia, afferrandomi i fianchi con dita che affondano nella carne come artigli.
*** DANIELA ***
Cazzo, vedere Cinzia inculare Michela mi fa impazzire: uno spettacolo sadico e ipnotico che mi fa pulsare la fica come un cuore in delirio, grondante di umori caldi e viscidi che colano lungo le cosce interne, bagnandomi le gambe come un fiume di desiderio represso.
Quel cazzo finto immenso – nero, venoso, grottesco come un mostro da incubo – entra ed esce con impetuosa maestria. Ogni spinta è un affondo brutale che fa sussultare Michela come una bambola rotta; il suono umido e osceno dello strap-on che affonda nella carne slabbrata si mescola ai suoi gemiti rochi e spezzati, riecheggiando nello studio come una sinfonia perversa. Il suo culo si allarga oscenamente intorno al silicone, tirando i dilatatori sulle labbra della fica che luccicano di sudore e umori.
Il mio sesso brucia dalla voglia di partecipare. Ogni colpo violento fa tremare il corpo marchiato di Michela, i piercing che tintinnano, la catenella all’ombelico che dondola come un pendolo osceno. Il mio clitoride gonfio pulsa contro il tessuto bagnato della microgonna; sento il bisogno perverso di unirmi, di rompere anche Cinzia mentre lei rompe la mia schiava.
Per fortuna nella borsa ho uno strap-on degno di questo momento: fallo doppio, largo quanto il suo e abbastanza lungo da sfondare senza pietà. Sono così bagnata che non serve lubrificante; i miei umori dolci e acri colano copiosi come miele viscido. So che Cinzia odia i gel artificiali e preferisce il naturale bagnato della lussuria. Lo indosso con movimenti fluidi e possessivi: il fallo sfrega contro la mia fica gonfia, facendomi gemere piano mentre allaccio le cinghie strette intorno ai fianchi.
Senza complimenti mi posiziono dietro Cinzia – il suo culo sodo e tatuato si contrae a ogni spinta che dà a Michela – e affondo nel suo buco dilatato con un colpo secco e brutale. Il fallo scivola dentro lubrificato solo dai miei umori, dilatandola con un bruciore che la fa inarcare e urlare un gemito roco e spezzato, un suono animale che mi eccita da morire. Un trenino perfetto: i nostri movimenti si fondono in un ritmo sadico e ossessivo; ogni mia spinta si riverbera attraverso Cinzia fino al culo di Michela, un domino di carne bagnata e tremante.
I gemiti si intrecciano come una sinfonia perversa: i miei, rochi e dominanti, sovrastano i loro; il suono umido dei falli, lo schiaffo della pelle contro pelle, l’odore muschiato di sudore e di eccitazione femminile che riempie l’aria come un velo inebriante. Godo di ogni dettaglio: il modo in cui il culo di Cinzia si contrae intorno al mio strap-on, spremendolo come una morsa calda e viscida; il suo corpo che trema mentre incula Michela; la mia schiava che urla con la lingua piercingata, i fori dilatati che pulsano, la catenella che dondola. Un piacere perverso che mi fa venire in un’onda di estasi sadica mentre penso: «Cazzo, questo trenino è il paradiso: rompere Cinzia mentre lei rompe la mia troia, umiliarle entrambe per il mio godimento assoluto, farle gemere come cagne in calore sotto il mio dominio.»
Michela urla attutita sotto di noi, il corpo che trema come un animale ferito, la pelle arrossata e lucida di sudore. Impazzisco del tutto, la vista annebbiata da un velo rosso di lussuria primordiale. Aumento le spinte fino a far schioccare la mia pelle contro le natiche sode e tatuate di Cinzia, insultandola con voce bassa e velenosa: «Senti come ti sfondo, puttana mia… il tuo culo mi stringe come una troia affamata. Spingi quel fallo nelle viscere di Michela, rompila, falla urlare, quella schiava dilatata con i suoi fori da bordello che pulsano come bocche affamate!»
Cinzia risponde con un ringhio roco da bestia in calore; i suoi fianchi pompano furiosi, scavando nella carne tremante di Michela. Il suo orgasmo esplode per primo in un urlo primordiale che squarcia l’aria satura di feromoni; il corpo si contrae in spasmi violenti intorno al mio strap-on, stringendolo come una morsa pulsante, inondandomi di umori caldi e viscidi che colano lungo le cosce. Il suo piacere amplifica il mio fino a farmi gemere forte, spingendomi sull’orlo dell’abisso.
Non resisto più: la mia vagina gonfia sfrega contro la base dello strap-on a ogni affondo, un attrito rude e bagnato che mi travolge. Vengo con un urlo animalesco e dominante, un getto caldo e viscoso che schizza dalla mia fica contro il culo di Cinzia; il corpo trema in estasi sadica mentre continuo a spingere, prolungando l’orgasmo in onde perverse.
Michela, sfondata e umiliata sotto di noi, sente l’onda del nostro piacere riverberarsi attraverso Cinzia: il fallo affonda profondo nel suo culo dilatato e crolla in un orgasmo devastante, urlando intorno al piercing sulla lingua: «S-sììì… sto venendo, cazzo!» Il suo sesso schizza viscido ovunque; il corpo si contrae in spasmi famelici intorno al fallo, lacrime e saliva si mescolano mentre i suoi fori pulsano – dilatatori che tirano, barretta sul clitoride che vibra, catenella che dondola – un culmine di agonia ed estasi che ci lascia esauste e tremanti, un trenino di carne bagnata e soddisfatta.
Un ultimo atto di umiliazione prima che Cinzia inizi il suo vero lavoro di estetista. Mi avvicino a Michela, sollevo la microgonna rivelando la mia fica gonfia e lucida, i peli rasati con precisione chirurgica. Afferro i suoi capelli sudati, tiro con forza fino a farla gemere e premo il mio sesso contro le sue labbra tremanti: «Apri quella bocca da troia e bevi fino all’ultima goccia invece di piagnucolare per il culo devastato. Senti quanto sono bagnata per te, schiava.»
Cinzia continua per alcuni istanti a penetrarla con movimenti lenti e profondi, assaporando le ultime contrazioni. Con un gemito roco estrae finalmente il fallo lucido di umori e si stende a terra, il petto che ansima, gli occhi socchiusi in estasi appagata, la pelle tatuata che brilla di sudore come se fosse stata oliata.
»» Parte 3 di 6 - Continua ««
*** NOTE ***
Un nuovo capitolo (diviso in 6 parti) nell'odissea perversa della nostra eroina. Vi ricordo che questa storia non è mera invenzione della mia mente: si ispira a esperienze reali, non mie, ma vissute da DamaBianca. La mia fantasia ha solo arricchito il racconto con i pensieri e i punti di vista di quei personaggi secondari che, nelle narrazioni convenzionali, passano spesso inosservati – eppure, a mio avviso, sono proprio loro a custodire l'essenza più profonda. Non mi limito a descrivere l'atto sessuale in sé, per quello esistono i video pornografici, che lo fanno con maggiore efficacia; il mio è un viaggio interiore nella perversione, un'esplorazione psicologica che mi impone di immedesimarmi in ogni singolo personaggio. Ed è qui che le mie infinite personalità emergono al meglio, intrecciandosi in un mosaico di ombre e desideri.
La storia che avete appena letto, con i suoi sospiri affannati e le sue carezze proibite, affonda le radici nelle avventure reali della mia amica "Damabiancaesib". Per catturare la sua essenza audace, vi invito a esplorare il suo profilo su https://www.annunci69.it/palco/@Damabiancaesib.
Altri autori su A69 hanno già narrato le sue confessioni, ma lei – insaziabile viaggiatrice negli abissi del desiderio – ha scelto me per spingersi oltre ogni confine, rivelando fantasie così oscure da bruciare l'anima. Non copio altri scrittori, né il mio lavoro è un plagio alla loro arte: è una fusione incendiaria tra realtà e finzione, dove le sue confidenze notturne si trasformano in parole che pulsano di vita, reinterpretate attraverso la mia voce unica.
Queste pagine sono nate da eventi vissuti, solo lievemente impreziositi dalla mia penna. È una reinterpretazione di una storia già esistente, resa più intensa dal mio stile, con l'auspicio di aver acceso in voi emozioni travolgenti e nuove ispirazioni erotiche.
Ora tocca a voi: elevatemi a maestro dell'erotismo letterario con un voto generoso, o relegatemi tra i sognatori? Lasciate un commento – anche irriverente – o sussurratemi in privato proposte audaci, magari per un incontro che trasformi la fantasia in realtà, in un Club Privè di Bologna o ovunque il desiderio ci conduca.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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